Riscatto nella cassa pensioni: risparmiare imposte senza cadere nella trappola dei tre anni
Aggiornato il 28 ottobre 2026
Dopo il pilastro 3a, il riscatto nella cassa pensioni è la seconda grande leva per ridurre legalmente le imposte. A patto di conoscerne le regole prima di fare il bonifico.
Che cos’è un riscatto
Chi ha un avere di vecchiaia inferiore a quanto consentirebbe il regolamento della propria cassa può colmare la lacuna volontariamente. Le lacune nascono da aumenti di salario, anni all’estero, tempo parziale, divorzio o un ingresso tardivo nel mondo del lavoro. L’importo figura ogni anno sul certificato di previdenza, alla voce «riscatto massimo possibile». Intorno ai 50 anni non sono rari importi a sei cifre.
Quanto rende
Il riscatto è interamente deducibile dal reddito imponibile, per Confederazione, cantone e comune. Il risparmio corrisponde all’aliquota marginale. Con un riscatto di 20 000 franchi e un’aliquota marginale del 30 % si pagano 6000 franchi di imposte in meno. Più tardi, al prelievo del capitale o della rendita, il denaro sarà di nuovo tassato, ma molto meno se prelevato in capitale.
Scaglionare invece di versare tutto insieme
Poiché l’imposta è progressiva, i primi franchi dedotti rendono di più. Con un potenziale di 60 000 franchi, ripartire i versamenti su tre o quattro anni conviene di solito più che versare tutto nello stesso anno. Ideali sono gli anni con reddito elevato, per esempio con un bonus.
Le regole da conoscere
- Termine di tre anni: le prestazioni derivanti da un riscatto non possono essere prelevate in capitale nei tre anni successivi (art. 79b LPP). Riscattare a 64 anni e prelevare tutto in capitale a 65 significa rischiare che il fisco annulli la deduzione.
- Prelievo anticipato per l’abitazione: chi ha prelevato denaro dalla cassa per acquistare un’abitazione deve prima rimborsarlo, poi può fare riscatti volontari.
- Arrivo dall’estero: chi non è mai stato affiliato a una cassa svizzera può riscattare, nei primi cinque anni, al massimo il 20 % del salario assicurato all’anno.
Conviene davvero?
Il risparmio fiscale è immediato e sicuro. Il denaro resta però vincolato, spesso per decenni, e rende il tasso della cassa, a volte basso nella parte sovraobbligatoria. Per restare flessibili si esaurisce prima ogni anno il pilastro 3a, poi si riscatta in modo mirato negli anni prima del pensionamento, con un margine sufficiente rispetto a un prelievo in capitale.