Cassa pensioni: capitale o rendita? La scelta che si fa una volta sola
Aggiornato il 28 ottobre 2026
Qualche centinaio di migliaia di franchi in una volta o una rendita a vita: poche decisioni finanziarie pesano tanto, e poche sono così difficili da annullare.
Una coppia di Bellinzona, entrambi 63 anni. Lui ha 520 000 franchi di avere di vecchiaia nella cassa pensioni, lei 180 000. Da mesi la lettera della cassa è sul tavolo di cucina: capitale, rendita o un po’ di entrambi? Devono decidere entro una scadenza che precede il pensionamento. Dopo, non si torna indietro.
La rendita: a vita, ma rigida
La rendita è pari all’avere di vecchiaia moltiplicato per l’aliquota di conversione. Per la parte obbligatoria la legge prevede almeno il 6,8 %; la riforma LPP che doveva abbassarla è stata respinta in votazione nel settembre 2024. Molte casse applicano però all’intero avere un’aliquota più bassa, spesso tra il 5 e il 6 %. Con 520 000 franchi e il 5,5 % si ottengono 28 600 franchi all’anno.
La rendita è versata fino al decesso, a qualunque età. Alla morte del beneficiario, il coniuge superstite riceve almeno il 60 %. In cambio è interamente imponibile come reddito, e nel regime obbligatorio non è garantito alcun adeguamento al rincaro. Dopo 20 anni di inflazione all’1 %, una rendita ha perso circa un quinto del suo potere d’acquisto.
Il capitale: flessibile, ma limitato
Ogni assicurato può prelevare in capitale almeno un quarto dell’avere obbligatorio, e molti regolamenti consentono il 100 %. Il prelievo è tassato una sola volta, separatamente dagli altri redditi e con un’aliquota ridotta. Poi il denaro è suo: lo si può investire, lasciare in eredità, usare per ammortizzare un’ipoteca. Ma anche i rischi cambiano di mano: quello degli anni negativi in borsa e quello di vivere molto a lungo.
Il calcolo semplice
520 000 franchi diviso 28 600 franchi di rendita fa poco più di 18 anni. Oltre gli 83 anni conviene la rendita, senza contare imposte e rendimento del capitale. In Svizzera un uomo che compie oggi 65 anni ha una speranza di vita media di circa altri 20 anni, una donna di oltre 22. Per molti la rendita è quindi un affare migliore della sua fama.
Quando conviene il capitale
- Con una salute fragile o senza un coniuge che riceverebbe la rendita vedovile.
- Se la cassa applica un’aliquota di conversione molto bassa.
- Per ammortizzare un’ipoteca i cui interessi diventerebbero troppo pesanti in pensione.
- Per favorire gli eredi.
Scadenze e formalità
Il regolamento della cassa fissa entro quando annunciare il prelievo del capitale, spesso da uno a tre anni prima del pensionamento. Le persone sposate necessitano del consenso scritto del coniuge. Le prestazioni derivanti da un riscatto effettuato negli ultimi tre anni non possono essere prelevate in capitale. Molte coppie scelgono alla fine una combinazione: rendita sufficiente a coprire le spese fisse insieme alla rendita AVS, e capitale per il resto.