Aumento di stipendio nel 2026: quanto resta in busta paga?
Aggiornato il 23 ottobre 2026
Un aumento di 3.000 € di RAL non significa 3.000 € in più sul conto. Ecco quanto resta davvero nel 2026 e perché tra 32.000 e 40.000 € di reddito l’aumento rende meno del previsto.
RAL, netto e aliquota marginale
In Italia gli stipendi si contrattano in RAL, la retribuzione annua lorda. Su ogni euro di aumento si pagano i contributi INPS (9,19 %), l’IRPEF e le addizionali regionale e comunale. Quello che conta per un aumento è l’aliquota marginale effettiva: quanta parte dell’ultimo euro guadagnato se ne va.
Nel 2026 l’IRPEF ha tre scaglioni: 23 % fino a 28.000 €, 33 % da 28.000 a 50.000 € (era il 35 %) e 43 % oltre. Ma le detrazioni e il taglio del cuneo fiscale, che diminuiscono quando il reddito sale, cambiano molto il risultato.
Esempi 2026
Calcolati con il nostro calcolatore dello stipendio netto, lavoratore dipendente a tempo indeterminato, addizionali di riferimento (1,73 % regionale e 0,8 % comunale):
| Aumento di RAL | Netto annuo prima → dopo | Guadagno netto | Resta |
|---|---|---|---|
| 20.000 → 22.000 € | 17.208 → 18.481 € | 1.273 € | 64 % |
| 25.000 → 28.000 € | 20.301 → 22.146 € | 1.844 € | 61 % |
| 30.000 → 33.000 € | 23.332 → 24.924 € | 1.592 € | 53 % |
| 35.000 → 38.000 € | 25.937 → 27.144 € | 1.206 € | 40 % |
| 40.000 → 44.000 € | 27.865 → 29.437 € | 1.572 € | 39 % |
| 50.000 → 55.000 € | 32.472 → 35.005 € | 2.533 € | 51 % |
Perché tra 35.000 e 44.000 € resta così poco
In questa fascia, su ogni 100 € di aumento lordo ne restano circa 40. Tre meccanismi si sommano:
- IRPEF al 33 % più le addizionali, sul reddito al netto dei contributi;
- la detrazione per lavoro dipendente diminuisce progressivamente tra 28.000 e 50.000 € di reddito: ogni euro in più ne riduce una parte;
- l’ulteriore detrazione del cuneo fiscale (1.000 € fino a 32.000 € di reddito) scende a zero tra 32.000 e 40.000 €.
Sopra i 50.000 € la detrazione per lavoro è già azzerata: anche con l’aliquota del 43 %, resta di nuovo circa la metà dell’aumento. Nessun aumento fa però diminuire il netto: i meccanismi sono graduali, senza «scalini».
In busta paga: tredicesima e conguaglio
Con 13 o 14 mensilità, l’aumento mensile netto si ottiene dividendo il guadagno annuo per il numero di mensilità. Le detrazioni sono calcolate dal datore di lavoro sul reddito previsto per l’anno: se l’aumento arriva a metà anno, il conguaglio di dicembre (o il 730) può correggere quanto trattenuto nei mesi precedenti.
Alternative all’aumento in denaro
- Welfare aziendale e fringe benefit: buoni pasto, rimborsi e beni e servizi entro le soglie di esenzione non sono tassati.
- Premio di risultato: se previsto da un accordo aziendale o territoriale, è tassato con un’imposta sostitutiva agevolata invece che con l’IRPEF ordinaria, entro un importo massimo.
- Previdenza complementare: i contributi al fondo pensione sono deducibili fino a 5.300 € l’anno dal 2026, e il contributo del datore di lavoro conta in questo limite.
Prima di negoziare, calcola il netto con il calcolatore: una proposta in welfare può valere più di un aumento di RAL di pari costo per l’azienda.